Il Palazzo Santa Maria, costruito a metà degli anni ’50, nasce sulle rovine della vecchia chiesa dedicata a Santa Maria Maggiore bombardata e gravemente distrutta durante gli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale. Il complesso è il più alto e il più grande del centro storico del rione Breo della cittadina di Mondovì; con sviluppo in pianta ad angolo crea una nuova piazza rionale e sottrae alla collina retrostante lo spazio per inserirsi ed elevarsi con un progressivo innalzamento delle falde del tetto in corrispondenza dell’angolo.
Dal 1955 il fabbricato sostanzialmente non ha subito grossi interventi di manutenzione, ma nella primavera del 2014 i condomini delle oltre trenta unità abitative, in concomitanza delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, hanno deliberato di provvedere ad un restyling delle facciate e del tetto dell’intero palazzo. Lo stabile presentava il deterioramento di buona parte dell’intonaco dovuto alle infiltrazioni d’acqua che filtravano attraverso i pavimenti dei balconi, oltre al tetto con tegole marsigliesi non più perfettamente impermeabili agli agenti atmosferici.
Incaricato dall’amministratore condominiale ho provveduto ad accompagnarlo in tutte le fasi relative all’intervento di manutenzione straordinaria del complesso condominiale, dal rilievo alla corretta analisi delle lavorazioni da eseguire per poi predisporre di un capitolato lavori da inviare a diverse imprese per l’affidamento dell’incarico. Successivamente grazie al contributo di tutto lo Studio Gandolfi ho esaminato i preventivi, identificato l’impresa edile, vincolata con contratto d’appalto, per poi redigere la pratica edilizia per l’autorizzazione comunale ai lavori espletando il tipo di intervento da eseguire, in relazione alla zona in cui è ubicato l’immobile ed in relazione ai vincoli presenti. Prima dell’inizio del cantiere sono stato nominato direttore dei lavori e coordinatore per la sicurezza, redigendo anche il piano di sicurezza e coordinamento. Il cantiere si è articolato su un dettagliato cronoprogramma ed ha comportato l’installazione di una gru Potain alta 30 metri con un raggio di curvatura di 25 metri e l’installazione di oltre 4200 mq di ponteggi intorno al palazzo senza pregiudicare le vetrine e gli accessi alle utenze commerciali, per una durata del cantiere di circa 4 mesi.
L’intervento edilizio consistente in opere edili esterne di manutenzione straordinaria si è suddiviso in varie fasi: sostituzione e posa di nuovo manto di copertura (sviluppo pari a 900 mq) con installazione di nuova guaina anti-goccia; sostituzione e posa di nuova lattoneria; pulizia, ripristino con prodotti premiscelati fibrorinforzati e tinteggiatura di tutte le facciate (3500 mq); revisione e ripristino di tutto il cornicione (170 metri di sviluppo) e di tutti frontalini ed estradosso dei balconi (65 elementi) con posa di nuova impermeabilizzazione e nuova pavimentazione (250 mq). I colori, le cromie e le tonalità delle facciate sono state analizzate ed illustrate tramite varie soluzioni in modo tale da concordare preventivamente con l’ufficio comunale competente la soluzione più idonea in accordo con quanto riportato sulla Scheda del Piano Colore Centro Storico; graficamente si è cercato, inoltre, di caratterizzare le due grosse facciate cieche, stilizzando un paesaggio, tono su tono, visibile anche da lontano e che assecondasse l’andamento della collina retrostante di Mondovì Piazza.
L’intervento ha avuto la funzione di trasformare sotto l’aspetto fisico e funzionale l’organismo edilizio, mediante un insieme sistematico di opere quali azioni migliorative e rilevanti che aumentano il valore del fabbricato e che ne prolungano la longevità, migliorando le prestazioni e l'affidabilità dell’intero palazzo.