Il Palazzo, oggetto di intervento, è ubicato nello storico rione di Piazza, centro dell’antica Mons Regalis. Piazza Maggiore, la piazza allungata, irregolare: tesa tra due colli, spezzata in lunghezza su due livelli, simmetrica con i portici sottani e soprani, speculare nel sistema di vie e opposta nelle coppie di palazzi dei poteri che la racchiudono, è il centro storico della Città, centro religioso, amministrativo e commerciale. Palazzo dei Conti Cordero di Montezemolo è tra i più antichi palazzi della piazza, e dunque della città, la sua fondazione risale ai primi decenni del Duecento come dimora signorile.
Attualmente la facciata presenta l’assetto raggiunto nella prima metà del Novecento con il basamento medioevale (porticato trecentesco con arcate gotiche a sesto acuto) in pietra arenaria e la restante facciata intonacata con apparato decorativo in parte leggibile anche se si presenta molto lacunoso.
L’intervento di restauro si è reso necessario, dato che, la facciata presentava uno strato di dilavamento molto forte con perdita di materiale e distacchi, degrado provocato da interazioni fra diverse cause quali: l’esposizione prolungata agli sbalzi termoigrometrici, assestamento della struttura, movimento indotto da fenomeni esterni e azioni meccaniche da azione umani (interventi precedenti), inoltre le decorazioni presenti sulle finestre del secondo e terzo piano presentavano uno stato di conservazione precario.
Il progetto e cantiere, da me seguiti su un percorso articolato di circa due anni tra il 2015 e 2017, con i relativi confronti e autorizzazioni della Soprintendenza, vista la valenza storico-artistica dell’edificio, si è sviluppato come intervento di restauro conservativo: in sintesi si è effettuato il restauro della facciata con la conservazione delle stratificazioni che testimoniano la vita del manufatto attraverso i secoli (vedasi inserimento dei balconi nell’Ottocento, la preesistente coloritura del fondo tendente alla cromia verde riscontrata anche su altre facciate presenti in Piazza Maggiore); per conferire unità di lettura alla facciata è stato reintegrato l’apparato decorativo presumibilmente compiuto nella prima metà del Settecento attraverso il ripristino delle parti mancanti, pertanto, l’intervento ha previsto il restauro conservativo del fondo intonacato, degli elementi metallici e lapidei, la reintegrazione delle decorazioni geometriche a graffito, il restauro dei serramenti lignei e delle persiane e ricollocamento delle reti tecnologiche.